Presentazione libro / 12 Agosto 2026
Farfalle di roccia
Presentazione libro
Maurizio Zarpellon presenta il suo nuovo libro dedicato al picchio muraiolo. Appuntamento al Comune di Chiusa di Pesio.
Un piccolo uccello dalle ali colorate di rosso, capace di trasformare le pareti rocciose nel proprio regno, è il protagonista di "Farfalle di roccia", il nuovo libro di Maurizio Zarpellon, che sarà presentato mercoledì 12 agosto alle ore 21 nella sala incontri al piano terra del Comune di Chiusa di Pesio, in piazza Cavour 10.
Il volume nasce da un progetto fotografico durato anni e racconta un mondo verticale, selvaggio e spesso inaccessibile, popolato da animali e piante che hanno scelto come habitat luoghi che all'uomo appaiono inospitali: pareti rocciose, scogliere battute dai venti e falesie verticali.
Tra questi abitanti, un animale in particolare ha catturato l'attenzione e la passione dell'autore: il picchio muraiolo, piccolo e sorprendente uccello che, con le sue ali dalle intense tonalità rosse, rappresenta una vera e propria "meta" per fotografi e appassionati naturalisti.
"Ci sono animali e piante che hanno scelto di vivere in luoghi per noi inospitali, come pareti rocciose, scogliere battute dai venti e falesie verticali" - racconta Maurizio Zarpellon - "Luoghi strapiombanti, dove solo alpinisti esperti o climber possono spingersi e vivere le loro emozioni più grandi. Tra questi, un piccolo uccello dalle ali colorate di rosso rappresenta, per noi fotografi e appassionati naturalisti, un vero sogno diventato realtà".
Un sogno inseguito attraverso anni di studi, ricerche e appostamenti, fino a quando il piccolo abitante delle rocce si è finalmente mostrato davanti agli obiettivi, dando vita a un lungo viaggio alla scoperta del mondo verticale.
"Il picchio muraiolo è il protagonista assoluto a cui abbiamo dedicato il nostro tempo, e questo libro è la logica conclusione di un progetto durato anni. Per noi è diventato un animale totemico: una creatura minuscola ma dal grande spirito. Questo "folletto delle pareti" ci ha cambiati profondamente, facendoci maturare come fotografi e come frequentatori della montagna".